mercoledì, 26 Ottobre 2016 / Published in Blog

Dalle inchieste di LinkedIn e Face4Job, due piattaforme web dedicata alla domanda e offerta di lavoro, a quelle del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono diversi gli studi che periodicamente monitorano gli andamenti del mercato dal lavoro. I dati, solitamente raccolti su base trimestrale, vengono poi ripresi da diversi siti d’informazioni che, incrociandone i risultati, stilano delle liste indicanti quali sono state le professioni più ricercate per quell’anno. Oppure vengono fatte previsioni per il successivo.

Oltre ai dati sull’occupazione, vengono anche definite quali sono le aree in cui vi è maggior richiesta d’assunzione. Il settore agricolo in Italia è in forte espansione: è stato stimato che “nelle campagne si potrebbero creare circa 200 mila nuovi posti di lavoro“. Cio su cui si dovrebbe puntare, secondo un’inchiesta di Millionaire, è il campo del biologico: “nell’ultimo anno è cresciuto dell’8,8% […] L’Italia è il leader del settore in Europa con il primato nell’esportazione di prodotti biologici per un giro d’affari di 3 miliardi di euro“. L’offerta di lavoro non è dedicata solo a braccianti, ma a tutte quelle professionalità che ruotano intorno ad un’azienda agricola di stampo moderno.

Esiste, poi, tutta una gamma di profili professionali che risulta difficile da reperire per le aziende. Sono figure molto corteggiate dagli imprenditori. Si tratta di individui specializzati inscienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali, così come ignegneri e specialisti nell’ambito economico-gestionale.” Non è tanto la professione in sé a risultare insolita, quanto il campo in cui trova applicazione. Anche nel mercato lavorativo italiano, infatti, inizia ad emergere la domanda per le cosiddette professioni digitali: i più richiesti sono iSenior User Experience Designer, gli analisti funzionali, i web developer” e, in generale, tutte le professioni che interessano il campo IT.

Secondo il Sole 24Ore sono quattro i profili digitali più richiesti: Web reputation manager, che si occupa di monitorare la reputazione di un’azienda attraverso vere e proprie analisi di mercato; Data warehouse manager, uno specalista che “fa ordine nel flusso di Big Data a disposizione di un’azienda, seguendo sviluppo ed evoluzione dei sistemi informatici”; E-commerce manager, il quale è responsabile della vendita online dei prodotti o servizi di un’azienda; Chief technology manager, ovvero colui che si dedica allo sviluppo tecnologico di un’impresa.

Per quanto riguarda i dati generali, la maggior parte degli studi concorda sul fatto che “a febbraio 2016 l’occupazione nelle micro e piccole imprese è cresciuta dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,5% su febbraio 2015“. Un’analisi dell’Istat che si è focalizzata sul bienno 2015-2017 proprone gli stessi risultati e guarda con ottimismo all’anno che verrà.

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