martedì, 11 Ottobre 2016 / Published in Blog

Il commercio elettronico, altrimenti detto e-commerce, è quel tipo di compravendita che permette di comprare (o vendere) prodotti e servizi attraverso la rete. Questa tipologia di transazione commerciale sembra avvantaggiare sia clienti che venditori: per un cliente, infatti, rappresenta il modo più comodo per effettuare un acquisto, dal momento che questo si realizza tramite un semplice “click”; per un venditore, invece, la creazione di una piattaforma web attraverso la quale distribuirei propri prodotti può rappresentare una spinta per migliorare i propri affari, anche quelli offline.

Questo è ciò che è successo, ad esempio, ad un negozio sito a Berlino della nota firma Adidas, il quale, attraverso la realizzazione di una partnership con Zalando, azienda tedesca leader nel settore del commercio elettronico, ha visto un deciso incremento nelle sue vendite: “i clienti possono ora navigare all’interno dell’assortimento disponibile nel negozio berlinese di Adidas [attraverso l’app di Zalando] e acquistare comodamente capi e calzature.
Il sistema dell’integrazione tra le vendite online e offline pare abbia funzionato bene in Germania e in particolar modo per Adidas, marchio ben noto alla maggior parte degli acquirenti, tanto che si sta cercando di applicare lo stesso sistema ad altri store, anche quelli meno conosciuti.

Ma qual è, invece, la situazione in Italia?

Nella nostra penisola, la domanda per lo shopping online è nata con qualche anno di ritardo. La causa è stata a lungo ricercata nella diffidenza che molti ancora nutrono verso gli acquisti che si effettuano tramite carte di credito, motivazione che forse è applicabile soltanto ai consumatori più anziani. In realtà, ad una ragione stereotipica come questa messa in evidenza, si contrappone il punto di vista più analitico del sito d’informazione Wired, il quale, in un articolo pubblicato all’inizio di questa estate, ha sottolineato come il problema principale risieda in motivazioni di tipo logistico, in particolare su “consegne in tempi brevi, puntualità e facilità dei resi. […] La modalità di consegna ancora più diffusa tra i clienti che acquistano online è quella a casa. Tuttavia il ritiro al punto vendita è una delle modalità più apprezzate dagli italiani: consente infatti il controllo del processo fino al ritiro della merce.”

Le preoccupazioni di tipo logistico, sono per il momento, l’unico freno allo sviluppo del mercato online sul suolo italiano, ma nonostante tutto, nell’articolo citato in precedenza, è stato stimato che “in Italia, nel triennio 2014-2017, l’e-commerce crescerà di oltre il 62%, superando i 10 miliardi di euro.”

Quello del commercio elettronico sembra essere, dunque, un mercato in forte espansione, che risulta fruttifero soprattutto se associato ad una strategia di marketing onnicomprensiva, che integri le vendite online a quelle offline. Questo è quanto è emerso in uno studio recente, dove si è visto come in Italia “due aziende su tre [affermano] che la situazione del proprio business è migliorata” negli ultimi anni proprio grazie all’e-commerce. I più fiduciosi sono, ovviamente, gli imprenditori giovani “che spesso sono protagonisti della transizione delle attività di famiglia dall’analogico al digitale.”

I social network si trovano ancora una volta a svolgere un ruolo dominante nel commercio elettronico: sono “60 milioni le imprese che dispongono di una pagina Facebook, attraverso la quale promuovono i propri affari specialmente di commercio al dettaglio, servizi e ristorazione.”

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